22 gennaio 2026
L’Europa di fronte alle sfide del
XXI° Secolo
In Italia, la politica internazionale spesso non attira grande interesse, sebbene il primo quarto del XXI° Secolo ci abbia regalato disastri economici, pandemie e guerre, che hanno avuto un impatto diretto e indiretto su tutti noi.
I cittadini tendono a interessarsi alla politica estera solo quando questa ha un impatto immediato sulla propria sicurezza economica o fisica, ma lo fanno quasi sempre come se si trattasse di politica interna.
L’arrivo del ciclone Trump sembra aver destato un risveglio. Da quando Trump è diventato presidente, molti europei si fidano meno degli Stati Uniti e vedono l’Unione Europea come una protezione.
Ma vi sono molte contraddizioni.
Da un lato, emerge una posizione apparentemente decisa: la maggioranza vorrebbe un’Europa più forte e capace di giocare un ruolo nello scacchiere internazionale.
Tuttavia, queste opinioni spesso poggiano su un approfondimento superficiale e su luoghi comuni: ad esempio, molti approvano la difesa comune, ma pochi sono disposti ad accettarne le conseguenze concrete, come l’aumento della spesa militare. Questa contraddizione evidenzia un conformismo diffuso, dove si sostiene ciò che “fa tendenza” o appare ragionevole, senza però assumersi la responsabilità delle scelte che ne derivano.
Le posizioni spesso sono dettate più dall’emotività e dalla pressione internazionale, che da un vero confronto critico e informato sui temi in gioco.
Un incontro dedicato a questi argomenti, concentrandoci sull’Europa e le principali sfide che deve affrontare. Si parlerà del ritorno degli imperi, della rinascita dei nazionalismi, delle difficoltà della democrazia e delle ingiustizie sociali.
La grande attualità del tema è evidente: proprio in questi giorni, questioni come la geopolitica, la sicurezza e la democrazia sono al centro del dibattito internazionale a DAVOS, rendendo questi argomenti più che mai il tema del momento.
Il Prof. Feltrin si distingue per l’approccio scientifico e metodologico che da sempre contraddistingue il suo operato, libero da condizionamenti ideologici e interessi di parte.
E’ un politologo, uno studioso che si dedica all’analisi dei fatti concreti, impiegando dati empirici e metodi scientifici per comprendere le dinamiche del potere, mantenendo sempre un punto di vista imparziale.
